Dalla plastica in mare al design urbano

IL PROGETTO EUROPEO PLASTRON CON REVET

Plastron è un progetto europeo frutto dalla collaborazione tra Confservizi Cispel Toscana, Revet e Università di Genova e che ha l’obiettivo di fornire conoscenze e strumenti per la raccolta e la trasformazione della plastica recuperata sulla costa, nei porti turistici e in mare. Nei giorni scorsi si è svolto il secondo open day a Stintino (SS), borgo marino che ha ospitato due giorni di confronto, tracciando la rotta per un futuro più sostenibile in cui i rifiuti marini diventano arredo urbano.

Sotto i riflettori gli interventi di Maria Giuseppina Perla, Danilo Pisu e Gianni Pintus, che hanno illustrato il bilancio delle attività straordinarie svolte in mare grazie a una complessa campagna di monitoraggio: ben 23 chilometri quadrati di fondali mappati grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate. Questa radiografia del mare ha permesso di individuare e recuperare tonnellate di rifiuti – in particolare reti da pesca fantasma – grazie a un’efficace sinergia con il Parco dell’Asinara, l’Ispra e la cooperativa Punto pesca. L’azione di Plastron non è isolata, l’iniziativa si inserisce in una rete più ampia che include altri interreg come Epic e Talsassa, tutti focalizzati sulla salvaguardia dell’habitat marino e della fauna in pericolo.

Ma come si trasforma un rifiuto in una risorsa? Il segreto sta in una filiera locale e innovativa: le frazioni plastiche recuperate durante i clean-up (Stintino, Genova e nei tre comuni pilota di Castiglione della Pescaia, Orbetello e San Vincenzo) sono state conferite a Revet, partner associato di Cispel Toscana. Nello stabilimento di Pontedera, i materiali recuperati vengono studiati, riciclati e trasformati in granuli che, miscelati con scarti della lavorazione agricola (noccioli di oliva e gusci d’uova), diventano materia prima seconda.

Nel dibattito è emerso con forza il valore ecologico ed economico dell’iniziativa. Alessia Scappini, amministratore delegato di Revet, ha sottolineato la necessità per le imprese pubbliche di adottare una visione lungimirante.

“L’obiettivo è duplice: risolvere la gestione quotidiana dei rifiuti e dare vita a una forma di riciclo “artigianale” integrata nel territorio, promuovendo al contempo la multifunzionalità e l’integrazione del reddito per le comunità locali.”

Il percorso di Plastron partito a gennaio del 2024 guarda alla scadenza di marzo 2027. Nel frattempo, i primi frutti tangibili sono già realtà: dal granulo prodotto da Revet sono nate rastrelliere per biciclette e tasselli per il posteggio dei monopattini, elementi di arredo urbano che incentivano la mobilità sostenibile integrandosi perfettamente nelle città. La tecnologia è diventata spettacolo e didattica per le scuole del territorio, che hanno animato gli spazi del Mut (Museo della tonnara). I ragazzi sono stati coinvolti in una caccia al tesoro, giochi e dimostrazioni pratiche incentrate sul viaggio di una bottiglia di plastica. Sotto gli occhi curiosi degli studenti, i tecnici di Revet e dell’Università di Genova hanno mostrato la stampante 3D in azione, trasformando i granuli riciclati in nuovi oggetti sotto i loro occhi.

 

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