Selezione e preparazione per riciclo

La raccolta differenziata è una fase importante, ma è solo la punta dell’iceberg di un processo industriale che richiede mezzi, competenze, professionalità specifiche e impianti dedicati  per poter reintrodurre  le materie nei cicli produttivi.

Solo a queste condizioni la materia continua a vivere in modo utile.

La Toscana e Revet possono vantare una filiera industriale del riciclo completa e che non ha paragoni in Italia.

Una volta scaricato nei capannoni Revet, il materiale raccolto in modo differenziato dai cittadini o prelevato dalle aziende, viene sottoposto a tutta una serie di processi selettivi che consentono alla fine di avere materiale omogeneo e imballato, pronto per essere riciclato negli impianti di Revet Recycling o in quelli di altre industrie del riciclo. Questo è quello che si intende quando si parla di selezione finalizzata al riciclaggio.

Il primo processo a cui il materiale viene sottoposto è la macchina aprisacco, che consente appunto di aprire i sacchetti e liberare il materiale che vi si trova dentro: questa operazione, effettuata attraverso dei veri e propri denti metallici, è fondamentale e propedeutica a tutte le successive fasi di selezione. La macchina aprisacco ha anche la funzione di dosare la giusta quantità di materiale che confluisce nel primo rullo che termina la sua corsa in un vaglio a tamburo rotante. Qui si effettua una prima selezione attraverso una successione di fori dimensionali. In questo modo si separa il materiale ingombrante, da quello medio e da quello fine. Il materiale ingombrante viene avviato a una selezione manuale finale, mentre gli imballaggi di medie dimensioni continuano il loro viaggio verso le selezioni successive.

Il materiale leggero (plastiche, tetrapak, alluminio) viene aspirato e condotto all’impianto di selezione del css, mentre vetro e acciaio vengono separati per mezzo di calamite che attraggono l’acciaio e la banda stagnata, lasciando che il vetro subisca un’ultima selezione manuale. Il vetro a questo punto viene caricato e trasportato a Empoli, dove l’azienda socia La Revet Vetri, sottopone i rottami di vetro ad un’ultima pulizia prima di inviare il ‘pronto forno’ in vetreria. Allo stesso modo i barattoli in acciaio vengono avviati in fonderia per il riciclo. Il materiale leggero prosegue invece il suo viaggio: l’alluminio è separato tramite una macchina a induzione che sfrutta il principio di Gauss, viene quindi imballato e mandato in altre fonderia per essere riciclato. Plastiche e tetrapak sono invece divise da una serie di selettori meccanici e ottici in successione. Le balle omogenee di tetrapak sono inviate a riciclo in un impianto specifico per il riciclo dell’intera fibra cellulosica del tetrapak (circa il 75%) situato nella provincia di Lucca. Le plastiche sono invece selezionate per tipologia (pet, hdpe, ldpe, pp, ps...) e per colore (pet trasparente, azzurrato, colorato) e avviate a riciclo presso le aziende consorziate col sistema Corepla. La frazione più critica delle plastiche (quel plasmix che oggi rappresenta oltre il 55% in peso degli imballaggi plastici raccolti, altrove destinato prevalentemente al recupero energetico) viene invece valorizzata grazie alla controllata Revet Recycling, che nel suo impianto la trasforma in densificato (con cui produce profili per l’arredo esterno) e granuli (adatti allo stampaggio di qualsiasi manufatto plastico anche di alta gamma).

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