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Si è tenuto nei giorni scorsi nell’auditorium di Sienambiente il workshop “Gpp: l’obbligo di adozione dei criteri minimi ambientali”. L’iniziativa, organizzata da Ideaplast che realizza arredi urbani in plastica riciclata da Revet Recycling, nasce con l’obiettivo di aggiornare le pubbliche amministrazioni, gli enti ma anche le imprese, sulle recenti normative di settore.

E’ bene infatti ricordare che, dal 19 aprile 2016 in seguito all’entrata in vigore del codice dei contratti (Dlgs 18 aprile 2016, n. 50) è obbligatorio, per tutte le pubbliche amministrazioni, inserire criteri ambientali minimi (Cam) negli appalti pubblici di forniture, servizi e lavori. Nelle gare d’appalto pubbliche, quindi, ha sottolineato il relatore ed esperto in materia, Paolo Fabbri, “le stazioni appaltanti devono essere in grado di inserire correttamente, nei capitolati e nei disciplinari di gara, i Cam, mentre gli operatori economici che non si adegueranno a tali richieste rischiano di essere esclusi dal mercato pubblico”.

All’iniziativa ha partecipato il direttore di Cispel confservizi toscana, Andrea Sbandati, che ha ribadito l’importanza del Gpp. “Si tratta di uno strumento fondamentale per il riassorbimento dei prodotti delle filiera del riciclo nella direzione dell’economia circolare. Ovviamente, dobbiamo capire bene come fare e come si può agire per l’affermazione dello sviluppo sostenibile e di un sistema che ci permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Unione europea, come per esempio il 70% di riciclo entro il 2035” ha concluso Sbandati.

Il responsabile comunicazione di Revet, Diego Barsotti, ha però ricordato come “per un effettivo avvio a riciclo sia indispensabile la qualità (e non solo la quantità) dei rifiuti raccolti attraverso la raccolta differenziata, e quanto ci sia ancora da migliorare su questo fronte pur all’interno di una regione virtuosa come la Toscana”. La percentuale di frazione estranea nei rifiuti differenziati rilevata nel 2017 da Revet è infatti superiore al 19%: «Riducendo gli scarti dovuti ad errati conferimenti – ha continuato Barsotti – possiamo ridurre i costi dovuti alla gestione degli stessi e migliorare in tal modo il riciclo. È importante ricordare che la differenziata è il primo

fondamentale passo per dare forza al riciclo, ma poi dobbiamo sviluppare una filiera di sbocco e commercializzazione per i prodotti riciclati. In questo senso, la normativa sugli acquisti verdi costituisce un driver determinante».

Sempre in tema di Gpp, il ministero dell’Ambiente ha di recente avviato la consultazione con i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia per definire un documento di revisione e di aggiornamento del Piano d’azione nazionale per il Gpp approvato nel 2008 e modificato nel 2013. Con la stesura del Piano, sono state gettate le basi per far sì che il Green public procurement (o Acquisti verdi della pubblica amministrazione) sia accolto nella maniera più corretta ed ampia possibile, in modo tale da conseguire migliori risultati in termini di benefici ambientali, economici e sociali.

Grazie al nuovo Piano e al Protocollo di intesa con l’Anac, recentemente sottoscritto e concernente anche l’attività di vigilanza sull’applicazione dei Cam nelle gare d’appalto, nelle intenzioni dovrebbe fornire un nuovo impulso agli appalti pubblici sostenibili e “circolari” (compreso il compost), con ricadute positive a livello ambientale economico e sociale, che dovranno essere opportunamente misurate e comunicate.

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