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Tutto quello che accade e riguarda il mondo Revet

Doghe e sostegni per letti, sgabelli, tavoli e mensole, funzionali e di design. In questi oggetti sono stati trasformati i profili realizzati da Revet Recycling riciclando le plastiche miste delle raccolte differenziate toscane. E sono in mostra da ieri  a Milano nell’ambito del Fuorisalone 2018, all’interno della mostra Stanze sospese, allestita al SIAM in via Santa Marta 18, cuore del distretto 5VIE Art+Design. Un percorso didattico in cui sono riprodotte una stanza dell’Icam - Istituto di Custodia Attenuata per le Madri di Milano - e una del carcere di Opera, così come sono ora e come diverrebbero una volta allestite con gli arredi di “FurnitureforAll!”, progetto che si avvalso anche della collaborazione di Ideaplst, storico cliente dei profili Revet Recycling.

Questa iniziativa nasce dal desiderio di utilizzare il design come strumento per una progettazione inclusiva, nell’auspicio che i bambini non debbano mai più restare in strutture carcerarie tradizionali, insieme alle loro madri. Grazie al lavoro di falegnamerie sociali, l’obiettivo è stato quello di disegnare e realizzare un arredamento in plastica riciclata adattabile e capace di ripensare le condizioni abitative di chi, minore o non, è costretto a vivere in contesti di recupero o reclusione.

Può il design aiutare a superare situazioni di disagio o costrizione? Come vive chi non ha scelto il proprio ambiente, non lo può cambiare e non può uscirne? Queste le domande di un gruppo di architetti milanesi che hanno avviato un dialogo e un confronto con la Fondazione Allianz UMANA MENTE, dando vita al progetto “FurnitureforAll!” con l’intento di riprogettare gli spazi della quotidianità dei soggetti più fragili della nostra società: come i bambini che devono restare nelle carceri insieme alle loro madri condannate per un reato.

“Abbiamo colto con entusiasmo la freschezza di giovani designer interessati al mondo di chi viene allontanato dalla società – commentano Giacinto Siciliano e Silvio Di Gregorio, Direttori rispettivamente delle case di reclusione di San Vittore e di Opera. “Gli scambi con il mondo esterno sono molto utili per tutti e speriamo che il progetto non si fermi ai prototipi, ma veda la produzione e l’installazione nelle celle e in tutte quelle aree ricreative che necessitano di arredi mobili e flessibili”.

Gli arredi sono stati prodotti dagli studenti e dai soggetti svantaggiati del Polo formativo Legno Arredo – Fondazione ITS Rosario Messina. Collaborano all’iniziativa i laboratori abilitativi Arteticamente della Fondazione Sacra Famiglia Onlus, il Gruppo universitario Diritti verso il Futuro, Ideaplast, Mangiavacchi Pedercini S.p.A. e Revet Recycling.

Si è tenuto nei giorni scorsi nell’auditorium di Sienambiente il workshop “Gpp: l’obbligo di adozione dei criteri minimi ambientali”. L’iniziativa, organizzata da Ideaplast che realizza arredi urbani in plastica riciclata da Revet Recycling, nasce con l’obiettivo di aggiornare le pubbliche amministrazioni, gli enti ma anche le imprese, sulle recenti normative di settore.

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Nella riunione del Consiglio dei ministri europei dell’Ambiente, tenutasi il 5 marzo 2018 a Bruxelles, è stato affrontato anche il piano d’azione per l’economia circolare, in particolare la strategia UE sulla plastica e l’interazione tra la normativa in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti, sulla base dei documenti presentati dalla Commissione a gennaio.

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La Toscana si è aggiudicata per l’anno 2017 il “Premio Resa”, organizzato dal consorzio nazionale per il riciclo dell’alluminio Cial per premiare le raccolte differenziate di qualità. Ciò è stato reso possibile grazie all’impegno dei cittadini toscani e del lavoro di preparazione al riciclo eseguito nel proprio stabilimento di Pontedera da Revet, considerata un esempio virtuoso a livello nazionale.

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Ridurre la presenza di spazzatura in mare provando a risolvere un’assurdità legislativa italiana. E’ quello che tenterà di fare la Regione Toscana con il progetto sperimentale “Arcipelago pulito”, che vede collaborare istituzioni e aziende private – tra cui anche Revet -  per garantire una migliore gestione dei rifiuti pescati.

I pescatori infatti sono costretti dalla legge a ributtare in acqua i rifiuti in plastica pescati durante l'attività ittica

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