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Tutto quello che accade e riguarda il mondo Revet

Nel 2019 i cittadini toscani hanno prodotto 2,28 milioni di tonnellate di rifiuti urbani: Di questi, 1,37 milioni di tonnellate sono state differenziate, mentre 908mila tonnellate rappresentano la frazione indifferenziata. La percentuale di raccolta differenziata è dunque salita al 60,15% rispetto al 56,14% conseguito l’anno precedente, con una crescita pari al 4% nell’arco dei dodici mesi.

 I numeri li fornisce l’agenzia regionale recupero risorse (Arrr)che certifica una situazione in (lento) miglioramento , ma ben lontana dall’obiettivo di legge, che oltretutto rappresentano solo una parte rispetto ai veri target, che sono quelli di riciclo.
Purtroppo infatti - anche se molti confondono le percentuali di raccolta differenziata con quelle di riciclo - i due concetti non sono equivalenti: ci sono molti rifiuti che anche se vengono accolti in modo differenziato non possono essere riciclati. Per questo la Toscana, anziché soffermarsi sulle percentuali di differenziata (non esaltanti), dovrebbe rilanciare quelle relative al riciclo. La Toscana infatti vanta filiere del riciclo efficienti e a chilometro zero che non hanno paragoni in Italia, quella del vetro prima di tutto: bottiglie e vasetti da tutta la regione arrivano ad Empoli, nello stabilimento della Vetro Revet, dove gli imballaggi vengono selezionati puliti dalle impurità e poi rifuso in nuovi imballaggi di vetro a meno di un chilometro di distanza, nella vetreria Zignago.
Altra filiera industriale del riciclo presente solo in Toscana quella del tetrapak, che raccolto insieme alla plastica e selezionato nello stabilimento Revet di Pontedera, viene poi inviato a Diecimo di Lucca, dove Lucart lo trasforma in prodotto tissue per al casa e la persona (tovaglioli, fazzoletti, carta igienica…).
Infine la filiera industriale del riciclo degli imballaggi in plastica, la cui componente poliolefinica è riciclata direttamente dalla stessa Revet, che la trasforma in granuli adatti alla stampa a iniezione (ma anche a soffiaggio e 3d) di innumerevoli manufatti.
Tutto questo è possibile grazie anche agli sforzi fatti in ricerca e sviluppo: il nostro team è infatti costantemente impegnato a cercare strade che ci consentano di valorizzare quanto più materiale, attraverso la solidità dell’approccio scientifico e la profondità della ricerca e dello studio.
Solo in questo modo è possibile realizzare pienamente l’economia circolare.

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