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Empoli, 7 maggio 2012. Il giudice Paola Masi della sezione distaccata di Empoli del Tribunale di Firenze ha emesso oggi sentenza di assoluzione (perché il fatto non costituisce reato) per tutti gli imputati del procedimento 5384/2010.

A distanza di quasi due anni si chiude dunque il procedimento a carico del presidente della Revet Valerio Caramassi (assistito dall’avvocato Piermatteo Lucibello del foro di Firenze) e degli altri coimputati accusati di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”, per aver raccolto come rifiuti assimilati agli urbani, contenitori in plastica provenienti da un’azienda di Castelfiorentino.

L’episodio risale al 2009 e verteva sulla diversa interpretazione della possibilità di avviare a riciclo anche i rifiuti assimilati sulla base dell’articolo 195 comma 2 lettera E della legge nazionale che regola la materia.

Chi avesse voluto interpretare la ratio della legge avrebbe potuto dedurre elementi significativi dalla direttiva europea 98/2008: sia la direttiva che la legge nazionale indicavano esplicitamente la possibilità anzi la necessità di avviare a riciclo anche i “rifiuti simili”. 
Tra l’altro in punta di diritto c’è da dire che il cosiddetto decreto Salvaitalia del gennaio di quest’anno aveva già abrogato proprio quella parte dello stesso articolo che era stato oggetto dell’interpretazione controversa.

Il processo è comunque andato avanti fino alla sentenza di oggi di assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

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