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Pontedera, 12 aprile 2012- La Revet sbarca sul grande schermo. E lo fa insieme a Meno Cento Chili, il docu-film liberamente tratto dal libro di Roberto Cavallo che in queste settimane il regista Emanuele Caruso sta realizzando con un tour di riprese in giro per l’Italia.

Dopo il sopralluogo della troupe di qualche settimana fa, il primo ciak presso lo stabilimento di Pontedera si è svolto questa mattina: sull’inconsueto set, tra vagli, aspiratori e lettori ottici per la selezione dei materiali provenienti dalle raccolte differenziate toscane, era presente, oltre al regista e Roberto Cavallo, anche il senatore Andrea Fluttero, che ha accettato di far parte del prestigioso cast del film, che comprende anche l’attore Giuseppe Cederna e personaggi d’eccezione come Luca Mercalli, Cristina Gabetti, Mario Tozzi e Oliviero Corbetta. La colonna sonora originale vedrà la partecipazione straordinaria di Gian Maria Testa. Il film sarà pronto per settembre e verrà presentato nei migliori concorsi e festival nazionali e internazionali.

La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Roberto Cavallo insieme al regista e a Marco Domenicale, sceneggiatore che ha al suo attivo collaborazioni con personaggi di prestigio come Dario Fo. La trama vede contaminarsi reciprocamente la fiction e il documentario. L’apertura è affidata ai quattro personaggi, noti al grande pubblico per il loro impegno nella divulgazione ambientale, che leggono alcuni brani tratti da Leonia di Italo Calvino. Lo sviluppo parte con una storia: un figlio, che ha assistito ad una lezione a scuola di un rifiutologo (Roberto Cavallo), risveglia l’attenzione del padre (Giuseppe Cederna) assorbito dal tran tran quotidiano che lo porta a fare un sacco di rifiuti, quei 532 chili che in media ogni italiano produce in un anno. 
E’ poi il rifiutologo (lo stesso Cavallo) a dimostrare come, invece, la pattumiera possa essere messa a dieta: lo fa con un viaggio in Italia -stimolato da un senatore, nel film e nella vita, Andrea Fluttero- che, pur attratto dalle tesi di Cavallo, non riesce a coglierne l’applicabilità su vasta scala. Il documentario si sviluppa così attraverso un tour dalla Campania al Piemonte, passando per Lazio, Toscana e Lombardia, alla ricerca di casi reali che dimostrino le tesi del rifiutologo, in parte riuscendoci, ma correndo su un sottile filo psicologico: chi ha ragione? Il rifiutologo o il senatore? La “fa troppo facile” Cavallo o è eccessivo il realismo di Fluttero?

“Meno Cento Chili” è anche una grande occasione di produzione partecipata. Il film, realizzato anche grazie al contributo di Revet ed altri prestigiosi sponsor, potrà essere prodotto praticamente da tutti acquistando una quota sul sito www.produzionidalbasso.com. Con 25 euro si potrà dare il proprio contributo alla realizzazione dell’opera: in cambio si riceverà una copia del dvd del film. In caso di acquisto di due copie quote si riceveranno sia il dvd che una copia del libro, mentre con quattro quote (pari a 100 euro) verrà consegnato un esclusivo cofanetto contenente dvd e libro autografati dall’autore.

“La Revet ha avviato progetti di ricerca per il recupero meccanico degli imballaggi delle plastiche eterogenee (vaschette, cellophane, polistirolo, shoppers…), altrimenti destinati a recupero energetico – ha spiegato il presidente di Revet Valerio Caramassi, la cui intervista sarà inserita negli extras in coda al film – Questi progetti si sono concretizzati con l’avvio di una produzione industriale di prodotti come gli arredamenti per esterni, particolari per prefabbricati, casalinghi e componenti per gli scooter Piaggio commercializzati con il marchio ‘Ri-prodotti in Toscana’. Esiste dunque un processo industriale che richiede diversi passaggi con costi di manodopera e di energia, ma con i nostri prodotti siamo riusciti ad arrivare a pari con il costo del prodotto realizzato da materia prima vergine. Se però la concorrenza è con chi recupera energeticamente (che in Italia riceve anche incentivi) allora la battaglia è improba. Basterebbe – ha concluso Valerio Caramassi – che il sistema riorientasse verso il recupero di materia anche solo la metà di quello che spende per incentivare il recupero energetico, per rendere competitivi i prodotti riciclati”.

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