Alluminio

SI: lattine, alluminio da imballaggio alimentare, vaschette , teglie  usa e getta per cucinare, fogli di alluminio, tubetti, capsule e tappi a vite.
NO (per motivi di sicurezza e salute dei lavoratori): barattoli d’alluminio che contenevano prodotti tossici o infiammabili.

Dopo la raccolta differenziata, gli imballaggi e gli altri oggetti di alluminio arrivano all’impianto di separazione e primo trattamento. Qui, grazie ad un particolare separatore che funziona a correnti parassite, vengono separati da eventuali metalli magnetici (ferro) o da altri materiali diversi (vetro, plastica, etc.). Vengono poi pressati in balle e portati alle fonderie, dove, dopo un controllo sulla qualità del materiale, vengono pre-trattatati a circa 500° per liberarli da altre sostanze estranee. La fusione avviene poi in forno alla temperatura di 800°, fino ad ottenere alluminio liquido che viene trasformato in lingotti.
Questi lingotti, prodotti nel rispetto delle normative internazionali e nazionali, sono normalmente destinati alla produzione di componentistica in alluminio derivato da questa fusione. L’alluminio recuperato, di qualità identica a quello originale, viene impiegato in edilizia, meccanica e casalinghi oltre che nel settore degli imballaggi. Riciclare l’alluminio consente di ridurre fino al 90% le emissioni prodotte nel ciclo produttivo che utilizza la materia vergine.